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STRAFEXPEDITION  ULTRATRAIL

Lampi, tuoni e pioggia battente mi accolgono all’arrivo sull’Altopiano di Asiago sabato sera, tutto quanto preciso e previsto dal meteo. Le previsioni si confermeranno precise e positive per il giorno seguente, quello della gara. Nella serata ritiro il pettorale, sbrigo le formalità per l’alloggio e me ne vado a zonzo per il paese con quel tempaccio. Volutamente non ho partecipato al briefing pre-gara “Sono le solite menate!” Un errore, fino all’ultimo non capirò quanto fosse cambiato, in lunghezza, il tracciato di gara. La notte la passo nel dormiveglia, il rumore dei tuoni mi scuotono e mi portano a pensare alle possibili difficoltà del tracciato, la preoccupazione di non svegliarmi per tempo: una notte infernale. Finalmente la sveglia, anche se da tempo sono sveglio, mi da la carica e il via alla giornata, è il 6 settembre ed è il giorno della Strafexpedition.

Le manifestazioni in programma sono due: Strafexpedition Marathon di 40 km e l’Ultratrail di 58km ( all’arrivo risulteranno km 63) con 3000m di dislivello positivo. Partenza/arrivo dal centro di Asiago. La Strafexpedition (spedizione punitiva) si corre sui sentieri della Grande Guerra in questi luoghi e su queste montagne si svolse l’offensiva più grande e brutale mai organizzata dagli asburgici, per oltre tre anni furono campi di battaglia e teatri di stragi orrende. Ovunque si possono scoprire resti e testimonianze della Grande Guerra. Anche i nomi dei monti, parte integrante del tracciato, sono scolpiti nella memoria storica della guerra: Cima Portule, Cima XII, Cima XI, Monte Ortigara, Monte Cmpigoletti, Monte Forno, Monte Zebio, ecc.

Venti minuti prima dell’ora X ,ore 6:00, di inizio gara mi presento in zona partenza ed entro nel recinto di questo strano gregge, 250 Spiriti Liberi insieme agli 80 che correranno la Marathon, tutti con abbigliamento, quasi, invernale, il termometro della farmacia accanto segna 4°C ai 1000m di quota di Asiago. Il meteo previsto dà bel tempo, solo qualche nuvola nel pomeriggio, temperature basse: tutto ideale per faticare in montagna. Qualche minuto prima della partenza un Alpino, munito di tromba, suona il silenzio: un momento toccante. Frontali accese, tutti pronti, 5,4,3,2,1,via! Partiamo tutti veloci come i top per scaldarsi il prima possibile. Si sale su strada asfaltata per 500 metri e poi subito sui sentieri per dimenticare le luci della città e inseguire le stelle nel cielo. Il silenzio calato dopo la partenza lascia spazio al trambusto di scarpe che cercano spazio e passo. Si sale, poco dopo Forte Interrotto(q.1412m) tolgo la giacca vento, riparto cercando di recuperare posizioni, piccola discesa e poi risalita di 13km fino alla Cima Portule (km22-q.2308) quota massima del percorso. Sopra i 2000m si vede la neve fresca caduta la sera prima, la temperatura è ancora fredda ma perfetta per il viaggio intrapreso. In cima al Portule la vista è fantastica, breve sosta al ristoro per recupero energie e qualche foto per memorizzare meglio il Divino. Dall’altimetria del percorso so che per almeno altri 20km, superando diversi saliscendi, si correrà sopra quota 2000 metri quindi necessita una calibratura adeguata del consumo energetico. Dopo il Portule si susseguono le altre cime: Cima XII( a q. 2236m), Cima XI( a q.2228m), Campigoletto (a q.2112m) e infine l’Ortigara( a q.2106m). Quello che fa effetto, salendo l’Ortigara, vedere i numerosi crateri lasciati dalle bombe austriache sul terreno,le trincee, le buche scavate nella roccia per gli alloggi ma soprattutto pensare, in questo silenzio immenso, a quei poveri ragazzi che hanno combattuto in questi posti , al freddo dei mesi invernali, agli enormi disagi dei feriti. Mi scuoto, riprendo il controllo dei pensieri e senza indugiare oltre scendo verso il Monte Lozze e di seguito il Monte Zebio. Si scende verso Asiago, il terreno su cui si corre non è fangoso è umido, attenzione massima, sempre, per non scivolare. Gli ultimi km sono interminabili, sono alla fine del 57°km non vedo case o campi coltivati, la quota del gps è troppo alta per essere vicino al paese, il sentiero è ben segnalato quindi non ho sbagliato percorso. Rallento, riparto, un continuo alternarsi di dubbi poi scorgo,in un tratto di sentiero dritto, due atleti, con le energie al lumicino, che camminano, li raggiungo e chiedo informazioni sul percorso. Rassicurato! Il sentiero è quello giusto, la lunghezza non si sa ma molto più lunga del dato ufficiale, riprendo a correre. Chiudo il viaggio, poco dopo le 17:00 davanti il municipio di Asiago,in 11h 11’39” – 131° assoluto.

Un percorso vissuto intensamente, nella storia della Grande Guerra: emozionante.

luciano bottarelli

 

serivizio fotografico

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