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M-R Bruno

Non c’è due senza tre!

Dopo aver partecipato alle due ultime maratone (Firenze e Torino) con pioggia a catinelle pensavo che il conto con la sfiga fosse oramai  a ns. credito.
Se poi sommiamo anche l’ultima Cortina-Dobbiaco (pioggia+grandine) pensavo che quello che ci avrebbe atteso sarebbe stato statisticamente quasi impossibile.
Ma “quasi” non significa nulla.
Infatti già dalla partenza capiamo cosa avremmo dovuto affrontare e mettiamo in conto che, oltre alle normali difficoltà di questa suggestive gara, avremmo dovuto sommare le avversità meteorologiche.
La partenza è veramente emozionante. Con Giorgio e Andrea si aspetta con trepidazione di essere chiamati dallo speaker e, quando arriva il ns. momento, il cuore batte a mille e……..5..4..3..2..1….partenza!
I primi metri si corrono in mezzo ad un’ala di folla che incita con applausi e grida e a noi tapascioni, che solitamente non siamo abituati a queste attenzioni, vi posso garantire che fanno molto piacere.
Infatti, Giorgio, preso dall’entusiasmo, allunga subito e dopo 200 metri si trova già staccato da me e Andrea. Richiamato subito all’ordine ci ricompattiamo e iniziamo la ns. avventura.
Fin dall’inizio impostiamo un buon ritmo (5.15/km) frutto di estenuanti trattative, dei giorni precedenti alla gara, simili a quelle recenti di Alitalia e Fiat.
Il primo passaggio è nel centro di Villasanta. Tanta la gente che ti accoglie e molti sono i bimbi che si aspettano un “cinque”. Ovviamente non lo facciamo chiedere due volte.
Mentre scorrono i primi km, mi torna in mente che ho promesso alla mia compagna Lucienne di non tornare prima delle 07.00/08.00 di mattina (significa che siamo arrivati in fondo) ma il morale è buono e tutto sembra filare liscio. Addirittura ha smesso anche di piovere. Ma vuoi vedere che la sfiga si è girata dall’altra parte e per un po’ ci lascia stare????
Invece, intorno al 15° km, Andrea si stacca leggermente da noi due, gli chiediamo se è tutto ok, e lui ci rassicura dicendoci che ha solo un po’ di durezza di gambe. In realtà non ci voleva dire che proprio tutto a posto non era.
Al 20° km il patatrac. Andrea si ferma e inizia a camminare accusando dolori e durezza alle gambe. Per noi è un duro colpo. La capanna sul Resegone inizia a diventare lontanissima nella nostra mente e per qualche minuto tra di noi cala il silenzio.
Al 23° km la situazione è la seguente: camminiamo sul bordo di una statale buia e in mezzo ad un vero nubifragio. Che cosa vuoi di più?   Un Lucano?
Ma proprio nelle situazioni difficili si vedono il carattere e la forza di volontà. Andrea non molla e alternando tratti di corsetta leggera e camminata ci avviciniamo a Calolziocorte.
Giorgio cerca di fare coraggio ad Andrea ed io cerco di mettermi davanti a “tirare” il ns. compagno in difficoltà.
Quando arriviamo a Calolziocorte, al 32° km, la vista di Ricky e Tonino ci sembra un miraggio in mezzo al deserto (a proposito, Grazie amici per la paziente attesa sotto la pioggia).
Il tempo di cambiarci la maglietta e si riparte. La corsa per noi è praticamente finita. Ora dobbiamo cercare solo di arrivare in tempo a Erve entro il limite di 04h.15’.
Andrea inizia a riprendersi e affrontiamo le salite con un po’ di ottimismo in più. Oramai le ns. speranze cronometriche sono solo un ricordo. Ora il ns. unico obiettivo rimane: ARRIVARE!
A 2 km da Erve ricomincia a piovere forte e con la temperatura che si è anche abbassata inizio ad avere i primi sintomi d’ipotermia.
Arriviamo a Erve e al ristoro ho le mani talmente fredde che non riesco neanche a tenere in mano i biscotti. Ma siamo contenti perché possiamo continuare. Passiamo in poco più di 4 h.
Ci cambiamo e iniziamo a percorrere il sentiero che ci porta all’arrivo. Non avevo mai affrontato un’ascesa in montagna di notte e devo dire che è veramente un’emozione unica.
Con sollievo noto che Andrea ora sta bene e torna a scherzare con noi. In questo momento penso che stavolta, a costo di trascinarci, arriveremo fino in fondo.
L’arrampicata mette a dura prova le ns. forze ma comunque procediamo a buon ritmo.
Seguendo le torce disseminate sul percorso a un certo punto iniziamo a incrociare qualche atleta che fa ritorno e che ci dice: “Coraggio ragazzi ormai ci siete”.
Il cuore inizia a battere forte, capiamo che manca poco e quando iniziamo a sentire delle voci a circa 200/300 metri, il ns. passo accelera per la voglia di arrivare. Improvvisamente sentiamo una voce che ci chiede: Dichiarate la vs. squadra! Andrea: 143!, Giorgio: 143! Io: 143!.......è fatta!!!!
Passiamo sul tappeto del chip, dove ci fermiamo per esultare insieme provocando una serie infinita di bip bip bip bip bip bip!!! Allora voi tre, volete andare avanti o no?? Ci spostiamo ridendo.
Incontriamo Alessandro che ci ha aspettato e con lui scambiamo le prime impressioni di questa meravigliosa gara. Un ristoro, il cambio abiti, un paninazzo della capanna e alle prime luci della mattina iniziamo la discesa.
Ora la montagna si mostra in tutta la sua bellezza e camminiamo in tanti in fila indiana per raggiungere le ns. vetture.
Mentre percorriamo il sentiero del ritorno, mi accorgo che qualche metro più avanti di noi sta scendendo un atleta non vedente. è accompagnato da un altro atleta che lo guida nella difficile ascesa. Tanto per  capirci, bisogna veramente fare molta attenzione su quel sentiero per  non cadere o inciampare e pensare che un non vedente possa addirittura fare tutta la Monza-Resegone non potevo neanche immaginare fosse possibile. Fino a quella notte. Invece lui era lì, a dimostrarmi il contrario e ho capito che veramente se hai la determinazione puoi compiere imprese impensabili e che, a volte, i limiti ce li mettiamo noi stessi. Devo veramente fare i complimenti a quell’atleta e ringraziarlo per l’esempio che ha dato.
Infine “non c’è due senza tre” si riferisce anche alle due edizioni alle quali abbiamo partecipato. La prima non l’abbiamo portata a termine, la seconda invece si. Non abbiamo fatto un crono che rispecchia il ns. valore attuale ma, alle volte, capita qualcosa, un imprevisto e noi abbiamo avuto comunque la forza di non mollare e di essere un vero TEAM.
Per quanto riguarda il crono cercheremo di rifarci alla prossima edizione della Monza-Resegone, quella del cinquantesimo e sarebbe bello che l’anno prossimo ci fosse qualche terna EA2002 in più.
Bruno Mutti
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