Numero magico…..4
Coerente ai propositi espressi all’indomani della Bormio-Stelvio, dopo la quale non avevo ancora disputato altre gare, in questo weekend ben 2 gare di corsa in montagna mai disputate e in luoghi dove non ero mai stata suscitavano il mio interesse: la 35° Biella-Oropa, 12,2 km da Biella al Santuario di Oropa sabato, e il 18° Memorial Plebani ad Adrara (BG) domenica.
Nell’indecisione tra una e l’altra ma consapevole che le corse in salita non lasciano postumi, inizialmente avevo optato per la seconda, ma quando mercoledì sera durante le premiazioni dei 5000 in pista Oscar mi riproponeva di andare con lui a Biella, non ho resistito e ho deciso di farle entrambe: la scelta si è rivelata felicissima.
Sabato è una giornata fantastica, calda ma limpida, ventilata e senza afa, i miei compagni di viaggio sono Oscar che l’ha già fatta un paio di volte e il suo amico Domenico dei Daini Carate, anche lui al via per la prima volta come me. La corsa parte alle 18 dal centro di Biella e con un dislivello di circa 700m arriva davanti al Santuario di Oropa a 1160m.
Alla partenza trovo con piacere alcune persone che conosco (tra cui le fortissime AnnaMaria della Michetta e Paola dello Zelo) e mi confronto con loro sulla corsa che stiamo per affrontare. Il percorso è tutto su asfalto come la Bormio-Stelvio, in alcuni punti si percorre la strada principale fatta di tornanti che porta a Oropa, mentre in altri punti si attraversano i paesini, dove gli abitanti fuori dalle loro villette ci osservano passare e ci incoraggiano, il tutto circondati da un bellissimo panorama. Ad essere sincera me l’aspettavo leggermente più dura, in 2-3 punti incontriamo delle salite davvero impegnative, ma tutto sommato c’erano molti punti in cui la strada spianava, potendo così riprendere fiato e far girare un po’ più velocemente le gambe. Oltre a 3 ristori con acqua e 2 spugnaggi, sul percorso vi erano anche 3 punti doccia per rinfrescarsi durante il passaggio, molto divertenti. In più, ho usufruito di un quarto ristoro imprevisto quando una ragazzina del posto a bordo strada mi ha porto una bottiglietta d’acqua bella fresca a cui non ho saputo rinunciare e che poi ho cercato di condividere con i compagni di salita per non sprecarla. Stavolta Oscar è stato davanti tutto il tempo ed era fuori dalla mia visuale, chissà se stavo andando adagio io o se aveva messo il turbo lui. Gli ultimi 2 km sono stati davvero spettacolari, immersi nelle montagne a un certo punto sulla destra si è aperta una vista meravigliosa che sembrava spaziasse su tutta la pianura padana, nel frattempo il caldo aveva lasciato il posto a un freschino quasi eccessivo. Mi aspettavo un ultimo tratto più ripido, invece la strada alla fine ha quasi spianato e mi sono ritrovata ad avvicinarmi al traguardo davanti all’imponente struttura con uno sprint finale, che mi ha fatto finire la corsa poco sotto 1h20’.
Ritrovo Oscar che era appena arrivato anche lui, ci complimentiamo e tra ristoro e zona cambio (solo all’aperto) ritrovo anche le altre facce amiche viste alla partenza e con mio immenso piacere anche Claudia Redaelli, che invece giù a Biella non avevo incontrato. Io ritiro il premio come 4° di categoria, mentre Oscar resta purtroppo all’asciutto perché hanno fatto un’unica categoria over 65, mentre si sarebbe meritato anche lui molto più di me un bel premio.
Nel frattempo ora fa un discreto freddo e prima di tornare giù in pullman, mi avventuro verso l’imponente scalinata attorniata da un edificio ad ale laterali che porta quasi davanti al Santuario per vederlo meglio da vicino e quando mi giro per tornare indietro, là dall’alto ho potuto gustarmi ancor meglio la bellissima visuale già ammirata dai tornanti mentre salivo correndo.
Domenica mattina alle 6.45 sempre con l’instancabile e disponibilissimo Oscar sono di nuovo in strada in direzione Adrara San Martino per la seconda corsa. Stavolta non eravamo soli, al ritrovo ci saremmo riuniti a Pietro, Felice, Daniela, Gianni e Valerio.
Appena arrivati, anche questa località della bergamasca quasi bresciana mi appare subito incantevole, la giornata è limpida e non torrida. Le corse qui sono 2, perché donne, junior e over 60 partono alle 9 da Adrara S.Rocco, un paio di km più in alto, per percorrere una distanza di 7,8 km, mentre gli uomini più giovani restano ad Adrara S.Martino e faranno un percorso quasi tutto diverso per un totale di 10,360 km con partenza alle 9.30. Solo l’arrivo è lo stesso, su ai Colli di San Fermo a 1065m.
Io, Dany e Oscar salutiamo quindi gli altri compagni di squadra e saliamo col pulmino alla nostra partenza. Gia poche centinaia di metri dopo il via si capisce subito che è una corsa tosta, qui non si corre solo su asfalto, come ci aveva già illustrato il Presidente si incontrano gradini e sentieri di montagna sassosi, punti in cui spiana quasi zero, non per niente lo scorso anno la corsa era stata teatro dei campionati italiani di corsa in montagna.
Io parto tranquilla augurandomi di non sentire troppo la corsa della sera prima sulle gambe, nei tratti iniziali asfaltati in cui si può correre mi sembra di non percepire troppa fatica, però già quando affrontiamo il primo sentiero giungo alla conclusione che è praticamente impossibile cercare di correre, meglio camminare a passo lungo e svelto, come fanno del resto tutti gli altri partecipanti davanti e dietro di me.
Questo percorso mi ricorda la parte iniziale, solo quella iniziale, della Roncobello-laghi gemelli disputata l’anno scorso proprio nella stessa domenica, ma quella poi fu tutta un’altra corsa…..
A un certo punto raggiungo Dany mentre camminiamo sul sentiero più o meno a metà percorso, ed essendo una cosa impossibile mi dice infatti che ha male a un tendine, per un po’ sto davanti ma poi quando il sentiero spiana leggermente mi risupera e fino alla fine la terrò d’occhio là poco avanti di me. Anche Oscar a un certo punto mi supera, poco dopo però lo riprendo e resterà definitivamente un po’ in dietro. E’ un vero divertimento procedere a passo spedito su per la montagna, sempre stando attenti a dove si mettono i piedi su quel terreno sconnesso.
Non ho idea di quanto tempo ci possa mettere a percorrere tale distanza tra corsa e cammino, ma quando arriviamo finalmente alla fine del tratto di sentiero più lungo, sbuchiamo sulla strada principale a tornanti e si vede benissimo lassù in cima il paese e l’arrivo. Finalmente si può riprendere definitivamente a correre sui tornanti e l’arrivo con tanto di tappeto-passerella è davvero trionfale per tutti, 49.11 il mio tempo ufficiale.
Una volta finita la fatica, ritrovati Dany e Oscar, arriva il puro divertimento: assistere all’arrivo della gara maschile. Da lassù c’è un’altra vista magnifica delle montagne che ci circondano, dei due colli verdissimi davanti a noi e della pianura sottostante, uno scenario ancora più ampio e suggestivo della sera prima.
La vista spazia benissimo sui tornanti a serpentone dell’ultima parte di gara, così da poter avvistare e incitare i compagni di squadra in gara, che arrivano abbastanza ravvicinati l’uno dall’altro, tutti intorno a 1h di corsa: in testa il Presidente-scalatore, a seguire Valerio, Felice e Gianni.
Riunita felicemente tutta la squadra, dopo il ristoro e il cambio Oscar, Pietro e Felice scendono subito, mentre io, Dany, Gianni e Valerio restiamo fino alle premiazioni nel primo pomeriggio, facendo in tempo a goderci un po’ di sole. Mano a mano che escono le classifiche scopriamo di essere quasi tutti premiati: Dany 2°TF e a soli 14” dalla 1°, io 4°F35, Felice e Gianni 8° e 9° M40 e Pietro 6°M50. Solo Valerio e un’altra volta purtroppo Oscar restano fuori, rispettivamente 27° SM e 4° M70.
La novità assoluta riguarda le premiazioni di società: in quella maschile siamo 10° e ne premiano 8, in quella femminile siamo 4° e ne premiano 5 !!. Ciò significa che io e Dany per la prima volta nella storia di Euroatletica ci aggiudichiamo un trofeo femminile.
Così, dopo aver ritirato i premi singolarmente anche per chi non c’era, io e Dany ci presentiamo nuovamente per ritirare la nostra coppa, immancabilmente facciamo le foto ricordo e concludiamo raggianti l’ennesima splendida giornata trascorsa in un luogo stupendo, al termine di un weekend in cui il numero 4 è stato per me protagonista .
Grazie a tutti come sempre e in particolare al gentilissimo e unico grande Oscar.
Daniela M.