La mia terza Re Stelvio
Domenica mattina non sono mancata all’appuntamento con la mia terza Bormio-Stelvio Mapey Day, che anche questa volta mi ha regalato indimenticabili emozioni nella mia cara Valtellina.
Dopo l’edizione del 2008 caratterizzata da un accanito maltempo e un freddo invernale (5°C in cima), quella del 2009 finalmente asciutta ma ventosa e freschina, quest’anno ci ha accolto un cielo serenissimo e una temperatura addirittura da costume.
Infatti, dopo la pioggia poco rassicurante del sabato pomeriggio, al risveglio domenica mattina su a Teglio il cielo era miracolosamente tornato completamente azzurro, e ho potuto così avventurarmi rasserenata anch’io verso Bormio insieme ai miei genitori.
Alla partenza trovo i compagni di squadra che sapevo sarebbero venuti, e con piacevole sorpresa anche Marisa e Giuliano. Siamo tantissimi schierati nelle varie griglie per le vie centrali di Bormio, perché oltre alla mezza maratona competitiva e non (che conterà rispettivamente 436 e 130 calssificati), c’è la classica gara originaria in bici (con 656 arrivi nella competitiva e 909 nel cicloraduno) e gli skyroll (38).
L’idea dei giorni precedenti era quella di correre insieme a Oscar, dato che l’anno scorso ci aveva messo un tempo poco superiore al mio, infatti nei primi 2km siamo praticamente affiancati seguiti anche da Marisa, fortissima compagna di squadra e mamma super. Lei però resta un po’ in dietro, mentre Oscar procede con un passo niente male e non riesco a stargli proprio attaccata, s’invola via dopo circa 5km e per un po’ sparisce dalla mia visuale. Prima del 10km però lo riprendo, già da un po’ vedevo che alternava camminata a corsa e quando lo affianco mi dice che si sente vuoto, allora lo tranquillizzo dicendogli di andare con calma senza stancarsi troppo e di rifornirsi bene al prossimo ristoro che gli torneranno le energie. Da quel momento correrò anche col pensiero di come sta lui, però vado avanti col mio passo e non lo rivedrò più. Nel frattempo cominciano ad arrivare i ciclisti, che mano a mano ci affiancano, ci superano e condividono la fatica con noi fin su al traguardo.
Verso il 10km raggiungo e supero anche Pasquale che cammina affiancato dal suo amico Marco, la gamba che già gli faceva male nei giorni precedenti si fa sentire, ma sarà grandissimo a salire a piedi senza mai mollare.
La seconda parte di gara è spettacolare, quando si apre alla nostra vista il serpentone di tornanti di cui non si vede la fine. Tutto procede tranquillamente fino al 18km, qualche km prima raggiungo e incito Alessandro, cerca di stare al mio fianco ma io anche se vado su adagio non smetto mai di correre e lui che invece alterna cammino e corsa resta indietro.
Al 18°km senza volerlo rallento molto, le gambe sono durissime, la schiena piegata in avanti e il respiro affannoso. Gli anni scorsi non mi ricordavo di aver fatto tutta questa fatica nell’ultimo tratto, invece quest’anno è stata durissima. A circa 2km dalla fine raggiungo Bruno, ha un bottiglietta d’acqua in mano e d’istinto mi viene da chiedergli se mi fa bere un goccio, senza accorgermene egoisticamente quasi gliela finisco tutta e da lì proseguiamo quasi insieme, vado avanti io quando lui cammina, mi risupera lui quando riprende a correre, fino al suo sussulto finale negli ultimi 500mt dove mi distanzierà di circa 30”. Negli ultimi tornanti sono appostati come sempre gli amici dell’Atletica Cinisello, galvanizzata dai loro incitamenti cerco di raddrizzarmi ma dura poco e anche gli ultimi metri sono veramente faticosi, ma alla fine, impiegandoci 26’ per fare gli ultimi 3km, arrivo su al passo dello Stelvio fermando il mio cronometro a 2.41.12, ovvero 6’ in più dello scorso anno ma 8’ in meno del 2008, comunque soddisfatta di avercela fatta anche stavolta, tant’è che appena tagliato il traguardo involontariamente mi viene da piagnucolare, un po’ forse per la fatica, per la liberazione o anche per il pensiero che la sera prima ero mezza KO per i dolori mestruali.
Una volta cambiata e ritrovatami sul terrazzo con alcuni compagni di squadra a mangiare, resto veramente incredula nel constatare come faccia caldo anche lassù e si possa benissimo restare in costume e calzoncini, mentre contemporaneamente si vedono persone che sciano su una delle lingue di neve lì poco distanti. Tra chiacchiere e foto ricordo arriva l’ora di scendere, ora sto benissimo e non sento più alcun affaticamento, sono molto dispiaciuta però di non essere riuscita a trovare né Oscar né Marisa in mezzo a tutta quella confusione. Una volta giù a Bormio, io e Dany andiamo nella piazza allestita per le premiazioni, lei sa già di essere 3° di categoria mentre io devo ancora scoprire il mio piazzamento e quando finalmente arrivano le classifiche complete vedo che sono 5° e premiano proprio le prime cinque, quindi ritiro anch’io il bel cesto di prodotti Valtellinesi a me ben noti.
Immediatamente cerco in classifica anche Oscar e Marisa, e finalmente scopro tranquillizzandomi che Oscar ci ha messo solo 5’ più di me giungendo 2° di categoria e Marisa è arrivata anche lei in 2.54, così mentre sto già tornando verso Teglio chiamo Oscar al telefono per complimentarmi e avvisarlo di tornare subito a Bormio (era già tornato in albergo a Santa Caterina) per essere meritatissimamente premiato.
Anche di questa edizione mi resteranno ricordi bellissimi in attesa della prossima, con l’intenzione di provare nel frattempo altre corse in montagna, alla scoperta di nuovi paesaggi e nuove emozioni.
Daniela M.