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Vestone 2010
Sempre più in alto... Trofeo Tre Campanili: mezza maratona di corsa in montagna

A volte sono proprio le gare non programmate o senza alcun tipo di attesa a regalare le soddisfazioni più grandi. Ero indecisa se correre di nuovo a Vestone la mezza dei Tre Campanili, una gara di corsa in montagna affascinante ma anche parecchio dura, e soprattutto rimasta nella mia memoria per i postumi devastanti. Il mio attuale "stato di grazia" in salita però e la mia voglia di alta quota alla fine l'hanno avuta vinta e mi hanno convinta a farlo. Così dopo due giorni trascorsi sulle Dolomiti ad acquisire confidenza con salite e discese vere, domenica mattina, accompagnata dal mio "supervisore", sono partita alla volta della Val Sabbia. Clima torrido, sole cocente, occhiali scuri e testa bagnata, pronta a partire! Bello il contesto, tantissima gente ad applaudire e una gran voglia di correre. Dopo la "passeggiata" della sera prima a Barzanò (non potevo mica spendere tutte le cartucce a poche ore da questa "mazzata") parto subito decisa, all'attacco. I primi 7 km sono di salita su asfalto, corribile, tornanti che in parte ricordano il tratto Calolziocorte - Erve e in parte la salita verso il passo dello Stelvio. Fa caldissimo. Si suda in abbondanza. Il sole picchia davvero forte. Ma le gambe, a parte un po' di affaticamento dovuto agli ultimi tour de force, salgono abbastanza bene. Mi metto dietro ad un gruppetto di uomini, di donne in vicinanza non se ne vedono. Tengo un buon ritmo, il panorama circostante aiuta molto, è stupendo vedere tutto quel verde, i boschi, i fiori, le rocce, i corsi d'acqua, e sentire il silenzio tutto intorno. Dopo 7 km "tranquilli" viene il bello. Ristoro e poi inizia il sentiero, circa 5 km molto simili a quelli che portano alla capanna degli alpinisti monzesi sul Resegone. Praticamente si cammina, a tratti ci si arrampica, in alcuni punti si fa quasi fatica a non scivolare. Mi passa una donna, una dei Runners Bergamo. Proseguo nella mia scalata, senza fermarmi, a passi lunghi, spingo con le mani sulle ginocchia per andare più forte, alcuni tratti sono davvero pesanti, ma non mollo. Usciti dal sentiero si sale ancora su asfalto, altri tornanti, ma ora è più difficile. Le gambe sono affaticate dalla scalata e dopo aver camminato per circa un'ora riprendere a correre è davvero faticoso. Alterno quindi corsa e cammino, anche perchè gli ultimi strappi "tirano" parecchio. Finalmente al 14^ km circa si scollina. E inizia la lunga discesa... Mi passa un'altra donna, è la seconda, non dò molta imporatanza alla cosa, fino a quando la gente che si trova sul percorso a fare il tifo mi dice che sono la 9^donna.... Incredibile! Sono nelle prime 10! In una gara di corsa in montagna! Tra decine di specialiste di questa corsa! Ecco che scatta la molla della competitività. E nella mia testa un solo pensiero: riprendere le due che mi hanno superata. Le vedo entrambe in lontananza. Decido quindi di aumentare e di scendere a tutta. So che nei prossimi giorni me ne pentirò per i dolori che dovrò sopportare. Ma la voglia di guadagnare una posizione di prestigio è troppo forte. E poi a dirla tutta ho ancora parecchie energie in corpo, anzi, mi sento più carica che in partenza. Mollo i freni e volo giù. E' una bella discesa impegnativa che alterna tratti di asfalto ad altri di sterrato, in alcuni punti è molto ripida, sul sentiero poi parecchio scivolosa. Bisogna stare attenti perchè è un attimo a cadere. E alla velocità a cui vado mi farei parecchio male. Tra l'altro ho gli occhiali da sole appannati dopo essermi versata svariati bicchieri d'acqua in testa e il rischio caduta è in agguato. Ma non ho paura, nella mia testa un solo pensiero, prendere le mie avversarie. E scendo in volata, quasi mi sorprendo di me stessa da quanto vado, supero molti uomini che mi fanno i complimenti per la mia andatura. Ogni tanto la strada spiana e ci si trova di fronte ad uno strappetto tagliagambe in salita, tratti brevi ma ripidi. E' in prossimità di uno di questi che decido di sferrare l'attacco decisivo. Vedo che le mie avversarie, oltre al gruppo di uomini che mi precede, una volta iniziata la salita iniziano a camminare. Io sto ancora scendendo e dentro di me penso che devo provarci, devo correre su quello strappetto, devo farcela, è la mia sola possibilità. Quando la strada inizia a salire sento le gambe contorcersi dal dolore ma stringo i denti e proseguo a correre. E'durissima, le gambe chiedono pietà, ma io non gliela voglio dare. Penso alle "parole magiche" di Emanuele: tutti provano fatica a salire, anche i campioni (come lui), il segreto sta nel non ascoltarla, è la testa che deve averla vinta. E così faccio, "mi tappo le orecchie" e non ascolto le gambe, vado aventi con la testa, e con il cuore. Prendo la prima donna, la passo, lei non accenna a riprendere a correre e questo mi sprona ancora di più ad andare avanti. Raggiungo la seconda donna, passo anche lei, e nemmeno lei ricomincia a correre. Bene. Ma poi è di nuovo discesa e non voglio rischiare di essere superata nuovamente, quindi parto a spada tratta. Adesso davvero tiro fuori tutto quello che ho. Sono gli ultimi 3 km di discesa. Mentre sono concentrata sulla mia corsa sento una voce conosciuta che grida "forza pettorale 67 vai alla grande". Il mio "supervisore" è venuto a controllarmi fin lassù. Gli dò il cinque e dopo aver pensato ai suoi suggerimenti per la salita ripenso agli insegnamenti dei giorni sulle Dolomiti, ai filmati della Traslaval e alla tecnica di discesa della vincitrice. Provo a mettere in pratica quello che ho imparato. E vado. Finalmente si arriva giù, in centro a Vestone, quando la strada spiana le gambe "gridano di nuovo", ma bisogna tener duro, ormai è fatta. Il tifo è delle grande occasioni, davvero tantissime persone, e l'arrivo al traguardo è quasi da maratona, emozionante. Taglio il traguardo in 2h09, circa 20' in meno dell'anno scorso. 7^ donna assoluta, senza considerare che le prime due si chiamano Ornella Ferrara e Marcella Mancini... 7^ su 50 in una gara in montagna... nemmeno nelle mie più rosee aspettative. 1^ di categoria, staccando di 7' la seconda e di quasi 1h l'8^. Una soddisfazione davvero grande, proprio perchè del tutto inaspettata. E di fronte alla mia incredulità il commento di Emanuele: "e pensa cosa potresti raggiungere se ti allenassi davvero...". In effetti da questo punto di vista sono molto indisciplinata... troppe gare, troppi sport alternativi, pochi lavori... ma chi lo sa che dopo le ferie non riveda drasticamente il mio programma di allenamento e i miei obiettivi... Intanto una cosa è certa: ho scoperto che mi piace davvero parecchio la corsa in montagna e credo che la prossima stagione mi vedrà protagonista anche su questo fronte. Nel frattempo l'ultima sfida della stagione si chiama Bormio-Stelvio... e poi si penserà al futuro...

Daniela V.
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