Emozioni nella notte: la mia seconda Monza-Resegone
Dopo la fantastica esperienza dell’anno scorso, la M-R era rimasta nel mio cuore e non vedevo l’ora di essere di nuovo su quel palchetto all’Arengario di Monza fianco a fianco delle mie compagne d’avventura Silvia e Daniela pronta a partire per quella che ad oggi ritengo essere la gara più affascinante in assoluto.
Presa dal mio debutto nel triathlon, la tensione per questa “avventura nella notte” ha iniziato a farsi sentire solo dal venerdì pomeriggio e soprattutto il venerdì notte, trascorso praticamente insonne.
Sabato al ritrovo all’Arengario mi sento molto carica, su di giri, felice e stravogliosa di partire e correre verso la nostra meta, la Capanna degli Alpinisti Monzesi. E’ bello vedere così tanta gente alla partenza, rivedere vecchi e nuovi amici, scoprire chi corre e chi è lì per fare il tifo. Sentire il calore delle persone mi carica ancora di più e mi rende ancora più euforica. Già, euforica è proprio il termine che meglio si addice. La tensione e la paura dell’anno scorso sono solo un lontano ricordo, stavolta è il sorriso a prevalere.
Quando è il nostro momento di salire sul palco per la presentazione della squadra il cuore batte a mille, cerco di riconoscere qualcuno dall’alto, ma vedo una folla di gente e il pensiero è già sulla strada. E alla Capanna… Al via, prese dall’entusiasmo, partiamo a manetta, il tifo del pubblico è da brividi, ci spinge avanti. Una alla volta superiamo le squadre femminili partite davanti a noi, tutte quante tengono un ritmo piuttosto blando. Solo le 2 squadre partite dopo di noi, le vincitrici dell’anno scorso e il team di Monica Casiraghi ci superano e ci distanziano nel giro di pochi minuti….altro pianeta….Ma tutto secondo programma. Noi proseguiamo tranquille col nostro passo provato in settimana, stiamo tra i 5,10 e i 5,15. Daniela forse è un po’ tiratina, ma non fa una piega, non molla un attimo, davvero una stakanovista della corsa. Silvia ci mette un pochino a rompere il fiato ma poi parte all’arrembaggio col suo passo agile e felino, e chi la ferma più…Io a questo ritmo corro facile, rispetto alle tirate delle ultime gare finalmente ho modo di correrne una (la più bella!) godendomela davvero. Certo, ogni tanto la voglia di allungare e di andare a prendere gli altri terzetti (soprattutto le altre donne che ci superano!grr!) è forte, ma poi penso che siamo in tre, non sono da sola, e il nostro obiettivo è arrivare in fondo, insieme. Non possiamo rischiare di saltare per esserci tirate troppo il collo! E quindi beatamente mi godo ogni sfumatura di questa gara che non è una semplice gara, ma un susseguirsi continuo di emozioni. Fantastico vedere folle di gente ovunque, nei paesini, lungo le strade, in prossimità dei locali. Ragazzi, bambini, anziani, amici runners e non, tutti a tifare, ad incitare, come nelle più grandi maratone; quasi irreale pensare di essere nella fredda Lombardia, dove normalmente i podisti sono visti come un fastidio.
E’ bello sentire anche gli incitamenti che arrivano dalle persone che stanno nelle auto al seguito, riconosco altri amici, alcuni non so nemmeno chi sono ma li saluto lo stesso. Saluto tutti, ringrazio, sorrido, fantastico correre in modo agevole e potersi permettere tutto questo!
Poi è il momento dei sorpassi da parte delle squadre “big”e vedere il passo incalzante che tengono mi fa pensare che sono davvero dei fenomeni!
Rispetto all’anno scorso vedo tutto sotto un’altra luce, osservo dei dettagli del percorso che non avevo notato. E non sentendo la fatica i km scorrono via molto velocemente. In meno che non si dica ci ritroviamo a Calolziocorte. Io e Silvia siamo davanti, da sole, Daniela è rimasta qualche centinaio di metri indietro, ma grazie al continuo via vai di Alessandro che si alterna a dare supporto a noi e a lei siamo certe che comunque sta bene, che è sempre lì e col suo passo ci segue a distanza. So che da regolamento dovremmo procedere in gruppo compatto ma è davvero difficile tenere a bada le gambe che vogliono andare via, ogni tanto bisogna dargli modo di sfogarsi per non rischiare di inchiodarle e affaticarsi ancora di più. E poi comunque ad Erve saremo ricompattate dai giudici…
A Calolziocorte ci arriviamo dopo circa 3 ore di corsa. Nonostante l’orario c’è la folla delle grandi occasioni. La gara per me inizia lì. Quella è la mia sfida personale con i tornanti che l’anno scorso mi hanno vista soccombere. Ricordo come fosse ieri la mia disperazione, le lacrime, la fatica infinita, il freddo, la pioggia incessante e la voglia di tornarmene a casa. Mi sembra di rivivere tutto. La paura di soffrire ancora è presente, eccome. Ma quando la strada inizia a salire e sento le gambe leggere, reattive e straordinariamente veloci, mi sembra quasi un sogno. Mi sembra di prendere il volo, salgo sciolta, spedita, senza alcun affanno. Di sicuro l’aver risparmiato le energie sul piano ora è tutto a mio vantaggio. Sento la gente che mi dice “brava, vai benissimo, sei forte” e dentro di me penso lo stesso. Ma la salita è ancora lunga. Silvia è un po’ distaccata, l’aspetto un po’, poi rendendomi conto che sale un po’ più lenta di me decido di andare avanti da sola. Tanto ci ritroveremo in cima. Altra decisione un po’ contro regolamento, ma so bene che lei non avrà problemi a salire, e comunque c’è sempre Alessandro lì dietro a dare supporto. Proseguo quindi nella mia sfida coi tornanti. L’anno scorso li avevo fatti tutti camminando, soffrendo, impossibilitata a correre dai forti dolori ai polpacci. Stavolta invece corro, e non mollo, solo sui gradini mi concedo di camminare, ma li salgo a due a due per non riposarmi troppo. Supero diverse squadre, due femminili, una mista, un paio maschili, e mi ritrovo poi a correre da sola, nel buio, sotto la pioggia. Lunghi tratti di strada completamente in silenzio, ascoltando il rumore del fiume che scorre metri sotto, completamente fradicia, ma felice. E’ una sensazione straordinaria; ripenso alla settimana prima quando quella salita l’avevo fatta di giorno, col sole e un caldo torrido e mi ero quasi spaventata vedendo quello strapiombo. Ma nella notte fa meno paura. E ripenso ai suggerimenti che mi erano stati dati per affrontarla al meglio. Respiro profondamente, faccio passi piccoli e frequenti, non ascolto la pesantezza delle gambe, è solo una questione di testa. Salgo col sorriso. Incredibile, dopo le lacrime dell’anno scorso, il sorriso! Quando vedo le prime case di Erve e scorgo la folla mi rendo conto che è fatta. La rivincita è compiuta! Io la mia M-R l’ho già vinta! Mi sento orgogliosa e soddisfatta di me! E grata a chi mi ha fornito i giusti consigli! Guardo il mio Garmin che segna 3h30 dalla partenza. Mi fermo al “posto di blocco”; senza le mie compagne non posso proseguire… Approfitto per rifocillarmi con del tè caldo. Le signore che fanno assistenza mi prendono a cuore, vedendomi lì ferma tutta sola, bagnata, sotto la pioggia incessante solo in canottiera e pantaloncini… Fanno a gara ad offrirmi chi un maglione da mettermi sulle spalle, chi una coperta, chi dell’olio canforato da spalmarmi sulle gambe. Inizialmente ringrazio e rifiuto ma poi vista l’insistenza e il tempo che passa mi faccio coccolare un po’… Dopo qualche minuto arriva Silvia e poco dopo anche Daniela. Alla fine i 10 minuti circa di sosta mi hanno solo un po’ raffreddato le gambe ma niente più. L’umore è sempre alto, e la voglia di affrontare l’ultima parte, il sentiero che porta alla Capanna, vivissimo! Siamo nettamente in vantaggio sul tempo dell’anno scorso e questa è già una bella cosa, anche se nel frattempo che attendevo le mie due compagne ho assistito al nuovo sorpasso da parte dei due terzetti femminile dei Runners Bergamo (grr!). Pazienza! Penso a godermi la scalata, quell’incredibile sentiero ripido, scivoloso, con tutte le sue rocce, i rami, le sconnessioni. Ma è stupendo affrontarlo quando hai energie da vendere, quando nelle gambe ne hai ancora, quando la voglia di arrivare lassù è più forte di ogni altra cosa, quando l’entusiasmo non ha smesso un secondo di invaderti! E lo affronto col sorriso, chiacchierando con Silvia. Daniela è solo un po’ staccata, ed è dietro con l’instancabile Ale che nemmeno questa volta ci molla sul sentiero! Grande! Saliamo, saliamo, saliamo e quando si scorgono le luci della Capanna e mi rendo conto che anche questa volta è fatta esplodo dalla gioia! Aspettiamo qualche minuto Daniela e poi ci avviamo vittoriose mano nella mano verso l’ultimo tratto. 4h41! 14 minuti in meno dell’anno scorso! Mitiche! E non importa se siamo 5^, d’altronde la concorrenza era molto più ostica quest’anno. Abbiamo ottenuto un grande risultato! Abbiamo tenuto alta la bandiera di Euroatletica! Abbiamo dimostrato di essere delle degne rappresentanti della nostra fantastica squadra!
Quando scopro poi che il vincitore della gara è il terzetto di Emanuele Zenucchi, beh, è davvero la ciliegina sulla torta! 10 volte vincitore della M-R: un grande atleta, una grande persona e un grande amico, a cui mi sento di dire grazie per i preziosissimi suggerimenti, per il supporto e per la fiducia!
E dopo il cambio di abiti e il ristoro a base di tè bollente inizia la discesa infinita verso la valle, assai difficoltosa, perché continua a piovere e il sentiero è molto scivoloso e il rischio di cadere in agguato. Dopo un’ora e mezza di cammino rieccoci ad Erve. Ci concediamo una sosta dal paninaro, gli ultimi scambi di battute e poi si torna a casa….purtroppo è già finita questa notte magica! Indimenticabile!
Adesso è già partito il countdown per il 2011! Ma quanto manca….?????
Nel frattempo i doverosi ringraziamenti al nostro splendido team di ciclisti al seguito, tutta la famiglia di Silvia, suo marito Alessandro, la mamma, il papà e la sorella col fidanzato, un gruppo affiatato, rumoroso, divertente e prezioso sia a livello pratico (per l’approvvigionamento) ma soprattutto a livello morale. E’ stato davvero piacevole scambiarsi battute e ascoltare i loro incitamenti e il loro tifo.
E grazie ai compagni di squadra e agli amici che sono venuti a salutarci e a tifarci alla partenza, siete stati fantastici! Grazie a tutti quanti, di cuore.
Il mio grazie più grande va naturalmente alle mie compagne, a Silvia e Daniela, senza le quali non sarebbe stata la stessa cosa! Grazie per aver reso possibile questa meravigliosa avventura! E scusatemi se ogni tanto ho fatto prevalere la mia voglia di correre “forte” e ho allungato un po’…Ma ero certa che alla fine saremmo arrivate fino in fondo, tutte e tre! Perché siamo forti, siamo Euroatlete!
Daniela V.