Trail del Monte Soglio
Il 30 maggio ho partecipato e concluso il Trail del Monte Soglio di km 60 con un dislivello positivo di 3400m. Il percorso gara, ai piedi del massiccio del Gran Paradiso, si snoda tra la Val Locana e la Val Grande di Lanzo, superando la cresta del Monte Canautà, passando a due passi dal Santuario di Belmonte, verso la Cima Mares con la chiesetta di S. Bernardo e poi attraverso un sentiero balcone per il Monte Soglio: la “cima Coppi” della corsa a quota 1971m.
Sveglia alle 2 e 30’, colazione, controllo zainetto e ore 3 e 15’ partenza per Forno Canavese (To) Alle 5 e 15’ sono al ritiro pettorale e poco dopo sono alla spunta e al controllo dello zainetto per la verifica del materiale obbligatorio. In questa circostanza saluto tanti amici conosciuti in competizioni simili. Alle 6.00 il via in compagnia di altri 200 Spiriti Liberi. Qualche centinaio di metri di corsa sull’asfalto e subito inizia un sentiero erboso, poi una mulattiera verso le frazioni Cimapiasole, Bottini, Milani ecc. .E’ un tracciato molto nervoso con continui saliscendi. Si corre tra colli e prati erbosi ricoperti da una moltitudine di Narcisi con qualche macchia di colore blu, qua e là, delle Genziane. Erano anni che non godevo di uno spettacolo così. Un ricordo inevitabile va agli anni ’70. Dopo una folle caccia al Narciso (“Narcisate” organizzate da oratori, scolaresche e gruppi famigliari) durata alcuni anni sulle nostre montagne del Triangolo Lariano, tra il Bolletto, Bollettone, Palanzone ecc., hanno reso raro questo bellissimo fiore. La corsa si fa dura , inizia l’ascesa al Monte Soglio (quota 1971m). Arrivato in cima al Soglio, in secondo piano ma imponente, il massiccio del Gran Paradiso, sembra a due passi, domina il panorama. Mentre il corpo è in sofferenza per la fatica, la mente e gli occhi sono in paradiso davanti a tanta meraviglia. Gli ultimi 15 km non sono solo discesa ma è un continuo saliscendi, la durezza del percorso non da tregua e il sole già alto mi rosola per bene. Poi finalmente s’incontra la silenziosa e accogliente ombra dei boschi di faggeti, la frazione Milani e la strada asfaltata che mi porta all’arrivo. E’ finita! 10 ore e 18’ è il tempo trascorso sulle montagne. Il ristoro è divino, ricco di cibo e di liquidi di ogni genere con tanta birra freschissima.
Prima di andarmene guardo per l’ultima volta quelle montagne e la loro solitudine, i grandi silenzi, ed è già nostalgia….
Luciano Bottarelli