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The Abbots Way - Luciano
Ultra Trail The Abbots Way
  
      Il 2 maggio alle ore 4.33 ho concluso l’avventuroso Ultra Trail The Abbots Way (La via degli Abati), tappa unica di km 125 con un dislivello positivo di 5500m. Il percorso si snoda attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano e abbraccia tre province: da Pontremoli (MS) passando da Bardi (PR) a Bobbio (PC). Il tracciato è stato percorso per secoli dagli abati irlandesi in pellegrinaggio alla tomba di S.Colombano a Bobbio e poi per raggiungere Roma. Tutto in un contesto storico medievale ricco di borghi, chiese, rocche, immerso in fitti boschi secolari, gole e corsi d’acqua.
      Il 30 aprile sono a Pontremoli per ritirare il pettorale e per assistere nella serata, al teatro della Rosa, al briefing tecnico della corsa. Salutati i tanti, conosciuti e nuovi, Spiriti Liberi mi rifugio in albergo per la cena e per riposare, dormire risulterà difficile.
Sveglia alle 4.15, colazione,ultima occhiata allo zainetto e m’incammino verso il ritrovo per la spunta a circa un km nel centro storico di Pontremoli. Tanti “In bocca al lupo” e tanti “Evviva” (per i naturalisti) non “Crepi” e via: sono le 6.10 circa del 1° maggio. Per un paio di km si corre per le vie medievali del paese tenuti a freno dalla polizia locale che tengono unito il gruppo, poi finito l’asfalto i più forti schizzano via come fulmini. I sentieri si fanno subito “sentire” per la pendenza, diventano difficili e più si sale e più diventa scarsa la visibilità per le nuvole basse. Il meteo non è molto favorevole: previsione pioggia dalle 18.00. In compagnia di Nicola, ultratrailer conosciuto in altre corse simili, cerchiamo di mantenere un buon ritmo. Maciniamo km, il tempo vola ma dopo il 50°km i primi inconvenienti, Nicola ha problemi di affaticamento ai quadricipiti quindi riduciamo il passo di corsa ma fino a Bardi, dove si ritirerà al 65°km, sarà un inferno. Al ristoro abbondante e ricco di cibi di Bardi sosto 10 minuti per il pieno di energia e cambio maglia (sempre dell’Euroatletica), sono le 16.00 mi guardo attorno sperando che qualcuno mi segua per Bobbio. I primi km che incontro sono sull’asfalto poi più in là due monti, avvolti in nuvole minacciose, mi attendono: il monte Lama e la Sella del Generale. Verso il 90°km raggiungo Arnaldo, vecchia conoscenza del trail, insieme raggiungiamo il ristoro di Farini, 95°km sono quasi le 21.00, ci prepariamo ad affrontare la notte con la torcia frontale e con un abbigliamento adeguato per la temperatura che è in discesa e tira vento. Durante l’ascesa alla Sella del Generale col buio pesto, vento e stanchezza ci sfugge la segnalazione del cambio percorso e ci allontaniamo per oltre un km in salita dalla “diritta via”. Rimediato l’errore di percorso e subito dopo respinti due cani che, sbucati da un piccolo borgo, ringhiando ci hanno mostrato per bene i loro canini, ci avviciniamo a Bobbio: dall’alto si vede illuminato. Ultimi km su una discesa spaccagambe, molto difficile, con tanti sassi mobili ma poi finalmente il ponte Gobbo sul Trebbia, l’ultimo tratto che ci separa da Bobbio, dalla meta.
Il ponte Gobbo da una leggenda è chiamato anche del Diavolo: si narra che S.Colombano accettò di stipulare un patto con il diavolo. Quest’ultimo si impegnava ad edificare il ponte in una sola notte in cambio dell’anima del primo essere vivente lo avrebbe attraversato. Il mattino seguente seppur con forma e arcate irregolari il ponte era terminato e S.Colombano tenne fede alla parola data facendolo attraversare però per primo da un cane.
Dal ponte, in salita verso il centro di Bobbio riprendiamo a correre, taglio l’arrivo dopo 22h e 23minuti, Arnaldo è a 100 metri, cammina in preda a crampi, lo aspetto con un bicchiere di Coca e un bel cinque.
Quanto è vero il motto dell’Abbots Way “PER ASPERA AD ASTRA” –Attraverso le difficoltà alle stelle.
luciano bottarelli
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