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MCM 2010 - daniela m.
UNA MARATONA NELLA MARATONA
Cronaca di una spettatrice-partecipante
 
 
Da parecchie settimane pregustavo che l’11 aprile mi avrebbe regalato una moltitutidine di emozioni e non volevo perdermene neanche una.
Dopo due edizioni da finisher (2005-2006), una da ritirata per infortunio (2007) e una da spettatrice al seguito in bicicletta per stesso infortunio in forma più lieve un mese prima del via (2008), quest’anno l’ho vissuta fantasticamente nella doppia veste di spettatrice-partecipante.
Prima tappa quindi, assistere alla partenza a Rho-Fiera per assaporare dall’inizio l’avventura, incontrare più amici possibili da salutare, incitare e incoraggiare e sono stata molto felice che si sia unita a me un’ottima compagna di viaggio come Maida, che in attesa di rientrare “in corsa” con tutti noi, si è data anche questa volta il compito non facile di cercare di immortalare più Euroatleti possibili con la sua macchina fotografica. E stavolta era veramente difficile in mezzo a così tante persone.
Il panorama del quartiere-cantiere fieristico non è certo dei più accoglienti e un vento freddo che infastidisce tutti accompagnerà i partecipanti disturbandoli per tutta la corsa. Menomale che le emozioni che iniziamo a provare quando arriviamo in zona partenza e incontriamo parecchi compagni di squadra cancellano quella desolata vista ai nostri occhi. E che gioia quando trovo Marilena, la mia prima compagna di staffetta già lì pronta con il nostro pettorale e il nostro chip tutta entusiasta.
Appostate alla prima curva del percorso, è stato fantastico essere in prima fila e vederci venire in contro il lungo serpentone di partenti, tra i quali appunto cercavo di scorgere più volti amici possibili da salutare, anche se ovviamente non sono riuscita a vedere tutti quelli che avrei voluto.
Una volta terminata anche la partenza della relay marathon, abbiamo ripreso il metrò per tornare in piazza Castello e già durante il viaggio si teneva sotto controllo l’orologio per calcolare dove fossero in quel momento i vari protagonisti.
Lo scenario che ci ha accolto davanti al Castello Sforzesco intorno alle 10.30 era tutta un'altra cosa, siamo arrivate giusto in tempo per vedere l’arrivo in volata delle Handbike e dei primi “mezzimaratoneti”, portandoci poi al 20°km nel punto di divisione tra maratona e mezza maratona e del secondo cambio staffetta, dove siamo riuscite a veder passare alcuni compagni e amici. Io tenevo d’occhio l’orologio per tornare indietro a vedere l’arrivo e mi sono così separata da Maida che è rimasta sul posto per fare altre foto (mi avrebbe raggiunto più tardi per prendere la mia sacca-gara, che si era gentilmente offerta di tenermi).
Mi sono infatti appostata in piedi sulla fontana rotonda a destra del traguardo per assistere all’arrivo del vincitore, quel traguardo che più tardi avrei tagliato anch’io, sebbene in quel momento stavo solo assistendo anonimamente tra la folla.
Ormai si avvicinava il mio turno e avendo deciso di raggiungere di corsa il mio punto di cambio alla Bocconi, Maida riesce miracolosamente a raggiungermi in tempo per consegnarle la mia sacca e torna poi sul punto del percorso in cui si erano sistemati Giorgio e i suoi ragazzi per percorrere l’ultimo km con noi ultimi frazionisti.
Lì inizia la mia odissea di avvicinamento al 30°Km, mi sembrava di aver memorizzato così bene le vie da percorrere e invece una volta per strada perdo l’orientamento e mi ritrovo così a chiedere ai passanti le indicazioni per raggiungere il posto, mentre inizia ad assalirmi il timore di non fare in tempo ad arrivare da Cinzia, la mia terza staffettista a cui dare il cambio (senza accorgermene non avevo tolto gli occhiali quando ho lasciato la sacca a Maida, così almeno in quei momenti mi hanno aiutato a vedere bene dove andavo, mentre poi ho corso la mia frazione tenendolì in mano). I minuti scorrono ma finalmente arrivo in un punto di passaggio della maratona, vedo sfrecciare Daniela e la saluto urlando, poi riesco a sapere che quello è il 33°km e mi sento quasi perduta, invece fortunatamente svoltando nel senso opposto il 30°Km era a portata di mano, anzi durante l’avvicinamento a un certo punto ho anche percorso 300-400 metri “contro maratona”, era una situazione veramente eccitante e ridicola, ma finalmente arrivo al punto di cambio, faccio appena in tempo a prendere un bicchiere d’acqua al ristoro e a trovare l’area di attesa dei quarti frazionisti che mi vedo arrivare Cinzia e passarmi il chip. Così riparto subito sollevata e tranquilla, un paio di minuti dopo e sarebbe arrivata prima lei di me.
Già da quando in dicembre avevo proposto la staffetta ad alcune mie compagne, prima ancora che venisse legata al progetto Charity, avevo deciso che volevo correre l’ultima frazione e arrivare al traguardo, solo che lungo il percorso come era ovvio che fosse correvano tutti molto più piano di me, così mi sono trovata nella situazione per me insolita di superare gli altri, ma ho sfruttato l’occasione per incitarli, ero felicissima ogni volta che incontravo facce amiche e nonostante non avessi riferimenti a pari ritmo ho corso costantemente a 5’/km, passando sotto il traguardo a 3h53’40” della maratona, scoprendo poi più tardi sul computer il mio tempo e il nostro tempo totale di 3h34’20”.
Ma sappiamo tutti che oggi i tempi non contavano per noi staffettisti, non avevo neanche il cronometro, infatti sebbene felicissima sono rimasta un po’ dispiaciuta per non aver potuto accompagnare anch’io uno dei ragazzi dell’associazione che rappresentavamo, ci avevano già pensato tutti i compagni di squadra più veloci passati molto prima di me. Pazienza, l’importante è che tutto era andato bene e si erano divertiti, io spero di poterlo fare la prossima volta.
Una volta ritrovata Maida mi comunica anche i tempi stratosferici di Dany e Sabry e mentre stanche ma raggianti torniamo a casa mi mostra tutte le foto che è riuscita a fare.
Una volta a casa, non potevo non telefonare a Marilena, Silvia e Cinzia ed anche loro mi hanno confermato con entusiasmo di aver vissuto una bellissima giornata, un’esperienza indimenticabile, che con piacere vorranno ripetere non appena ce ne sarà ancora l’occasione.
 
Grazie a tutti per averci fatto partecipare a questo evento nell’evento di sport e solidarietà, con un ringraziamento particolare a Giorgio, tutto il suo staff, i suoi ragazzi e l’associazione per l’impegno, l’organizzazione e la giornata speciale che ci hanno fatto vivere.
 
Daniela M.
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