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Maratona di Barcellona

A BARCELLONA PER VINCERE

Dopo la disfatta di Firenze avevo sete di rivincita: e così decisi subito che la vendetta si sarebbe consumata a Barcellona, città scelta dal mio allenatore come meta per la maratona "primaverile" organizzata dal team Santucci Running di Viareggio. Una maratona lunga 5 giorni; era infatti impensabile non allungare un po' il soggiorno per godersi questa bellissima città.
Arriviamo a Barcellona venerdì, siamo un gruppo di 12 persone, un bel gruppo. La vacanza però non inizia un gran che bene: il furto del portafoglio mi butta un po' giù, ma la vicinanza della mia dolce metà mi aiuta a non pensare troppo all'accaduto. E la mattina della maratona mi sento carica; la tensione è alta, come è giusto che sia. Alla partenza in plaça Espanya c'è una marea di gente, il cielo è blu e la temperatura piuttosto frizzante. Tra una cosa e l'altra ci perdiamo un po' via, e non rimane nemmeno il tempo per il riscaldamento, se non una rapida corsetta dalla consegna borse alle griglie di partenza. Giusto il tempo di prendere posizione, sistemare le stringhe, fare un paio di esercizi di streching e viene dato il via.
Siamo in più di 12.000, ma l'ampiezza dell'Avenida Maria Cristina fa si che non si crei ressa, il lungo serpentone scorre senza intoppi lungo il primo tratto di percorso. La musica di sottofondo, lo spettacolo delle fontane e la miriade di persone lungo la strada mi fanno sciogliere la tensione. Accanto a me il mio inseparabile personal pacemaker Dario, Antonella e Odette, due atlete toscane del gruppo Santucci Running. Antonella punta alle 3h45, esattamente come me, mentre Odette, decisamente più veloce, deve fare un "semplice" lungo per cui decide di correre insieme a noi. Partiamo abbastanza forte, corriamo tra i 5,10 e i 5,15 al km, in realtà dovremmo tenere 5,20, ma è un passo agevole che ci consente comunque di scambiare qualche battuta e di farci due risate. Mi sento decisamente bene, il dolore al flessore e tutti i vari acciacchi delle ultime settimane sono sotto controllo (sarà anche merito delle 4 bustine di aulin dei giorni precedenti e della dose presa a colazione...?). Le sensazioni sono esattamente l'opposto di quelle provate a Firenze: sento le gambe che girano, reattive, leggere, e anche il respiro non mi dà problemi. Mi godo Barcellona coi suoi monumenti, i bellissimi palazzi, le piazze, i vialoni ampissimi e tutta la gente, calda, festante. Fantastico sentire le persone che fanno il tifo gridando il tuo nome, scritto sul pettorale più marcato del numero. I punti musicali sono numerosi e infondono dosi di buonumore e tanta carica.
Intorno al 18^km Antonella rallenta per un dolore ad un piede, Odette resta con lei, io invece continuo nella mia cavalcata con Dario sempre accanto a me. Sto sempre meglio; passo alla mezza in 1h51, circa 1 minuto e mezzo sotto al tempo previsto, va decisamente bene. I chilometri scorrono via veloci, alcuni nemmeno li vedo, sono talmente serena, tranquilla, e comunque concentrata che vado dritta per la mia strada senza problemi. Il tempo passa in fretta, mi ritrovo al 30^ km quasi senza accorgermene. Penso che adesso inizia la gara e dopo che Dario mi dice: "Adesso dimostrami che sei una maratoneta" non mi ferma più nessuno. Cambio marcia, accelero, le gambe vanno da sole, presa dall'entusiasmo, trascinata dal tifo della folla mi sembra di volare. E non sento alcuna fatica, non accuso crisi o stanchezza, al contrario, mi sento sempre meglio, energica, carica, anche perchè il traguardo è sempre più vicino. Al 38^ mi riprende Odette, staccatasi da Antonella che proprio non riesce a tirare avanti dal dolore e si mette a camminare. Odi mi si mette davanti e col suo ritmo bello allegro mi tira per il tratto finale di gara. Gli ultimi 3 km sono in leggera salita, come diversi altri tratti del percorso, quasi mai totalmente piatto. Sul finale il dislivello si sente decisamente di più; ma non mollo. A testa alta mi involo verso l'arrivo in plaça Espanya. Quando vedo che il tabellone posto sulla finish line segna 3h44 allungo il passo per tagliare il traguardo sotto le 3h45, il mio obiettivo. E si tratta solo dell'official time. Appena superata la linea d'arrivo, sentito il beep del tappeto, butto lo sguardo al mio garmin: 3h42'14"... 5 minuti in meno del mio personal best di Venezia, 16 minuti in meno della Firenze Marathon... la vendetta è consumata... stavolta ho vinto io! La gioia esplode, abbraccio Odette, piango, attendo l'arrivo di Dario che ha rallentato gli ultimi km per un dolore al femorale. Lo abbraccio forte. Un'altra vittoria da dedicare a lui, che mi ha seguita e sostenuta per tutta la preparazione ed è stato al mio fianco in tutti lunghi e le gare di avvicinamento. Grazie Dà, senza di te non sarebbe stata la stessa cosa!
E un grazie di cuore anche al mio allenatore, Daniele, l'artefice dei miei progressi, un grande atleta e soprattutto una grande persona.   
Adesso si riparte alla grande... prossima meta: 11 aprile, Milano Marathon!
 
Daniela V.
 
 
 
 
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